Violenta la nipotina, poi entra in camera del figlio: ora tocca a te

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Si è concluso oggi in un’aula del tribunale di Rovigo un processo molto delicato ai danni di un uomo accusato di violenza sessuale ai danni di suo figlio e della nipotina. La ricostruzione dell’accaduto fatta dal pubblico ministero Davide Nalin mette i brividi. L’episodio che ha aperto le indagini anche sul passato è accaduto nel 2010. L’uomo con la scusa di giocare con la nipotina e farle il solletico l’ha palpata e toccata insistentemente nelle parti intime. La bambina aveva poi raccontato l’accaduto a casa e da lì era partita la denuncia. Nel corso delle indagini era emerso che non si trattava di un episodio isolato, ma che nel passato l’uomo era entrato diverse volte nella stanza del figlio appena adolescente pretendendo da lui prestazioni sessuali di vario tipo. All’inizio si trattava solo di palpate ai genitali reciproche, poi si era passati alla masturbazione vera e propria e infine aveva violentato il figlio costringendolo ad un rapporto sessuale completo.

Molto delicata in aula la deposizione proprio del ragazzo che comunque ha scelto di non dichiararsi parte civile nel processo contro il padre. Diverso il discorso per la famiglia della bambina che si è costituita parte civile e ha ottenuto una provvisionale di 20mila euro in attesa che il tribunale stabilisca il totale esatto del risarcimento dovuto. L’uomo, difeso d’ufficio dall’avvocato Barbara Bisaglia, è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale sia sulla nipotina che sul figlio ed è stato condannato a 11 anni di carcere e all’interdizione a vita dai pubblici uffici. E’ stato inoltre dichiarato decaduto dalla patria potestà.

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