Italiane pestate a sangue e stuprate dai loro compagni stranieri: altri due casi a Treviso e a Pavullo

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Italiane pestate a sangue e stuprate dai loro compagni stranieri: altri due casi a Treviso e a Pavullo

Ancora violenze domestiche contro delle donne italiane che hanno creduto alle fake news sull’integrazione e sulla bellezza del multiculturalismo raccontate per anni dalla sinistra anti-italiana complice di questi brutali atti di violenza. Altri due casi a Treviso e a Pavullo dimostrano come sia impossibile l’integrazione tra culture e sub-culture diverse dalla nostra.

Il primo caso di brutale violenza domestica arriva da Treviso:

L’accusa è di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni personali oltre al furto di un cellulare. Ma dopo soli quattro mesi trascorsi dietro le sbarre, il pakistano di 27 anni è già fuori dal carcere e – per ora – se la cava con un divieto di avvicinamento all’ex fidanzata, almeno fino alla conclusione del processo che si aprirà il 22 marzo.

I fatti risalgono a circa un anno fa, quando la ragazza trevigiana e l’uomo si conoscono, si piacciono e decidono di andare a convivere nel camper dove lei abita a Treviso. All’inizio sembra andare tutto liscio, poi però – secondo la denuncia della donna – sarebbero iniziate le vessazioni. L’uomo l’avrebbe costretta a rimanere nel camper, si sarebbe dimostrato geloso fino all’ossessione, alle minacce, al divieto di usare Facebook o di parlare con altri uomini.

A giugno del 2017 la trevigiana decide di dire basta. E si rivolge alla polizia per mettere un freno alla segregazione cui sarebbe stata costretta. Il giudice obbliga il pakistano a non avvicinarsi alla ex fidanzata, ma lui – infrangendo l’ordine del magistrato – si sarebbe appostato e avrebbe teso un agguato alla donna, pestandola e stuprandola dentro al camper che per qualche mese era stato la loro casa.

L’arresto seguito alla violenza ha costretto il pakistano a qualche mese di carcere. Ma ora è già libero ed è stato scarcerato dal carcere di Santa Bona. Certo, come scrive la Tribuna di Treviso, ancora una volta vale il divieto di avvicinamento. Quello che però aveva già infranto. Con uno stupro.

Il secondo caso in provincia di Modena:

PAVULLO. Ha una prognosi di gran lunga superiore ai 30 giorni, ma non è in pericolo di vita, la quarantenne di Pavullo presa a pugni dal compagno, un 25enne di origini marocchine, al punto da riportare la frattura dell’orbita oculare, oltre ad altre numerose ferite.

E’ stata la donna, un’italiana che un mese fa ha avuto due figli gemelli, a chiamare i soccorsi e i carabinieri. A fronte dell’accaduto i militari hanno arrestato l’uomo, ora sottoposto all’obbligo
di firma e al divieto di avvicinare sia la donna che i due neonati, dopo l’udienza di convalida che si è tenuta in mattinata.

Con fonti gazzettadimodena.gelocal.it / ilgiornale.it

fonte qui

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