Gomorra sotto accusa: “Cinquemila euro alla camorra per girare a Villa Savastano”

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A lanciare le pesanti accuse contro la produzione della famosa serie tv tratta dal romanzo di Roberto Saviano è un uomo che, imputato in un processo, ha chiamato in causa i vertici di Cattleya: stando a quanto rivelato dall’uomo, la produzione avrebbe pagato 5mila al boss Gallo per poter girare nella sua villa di Torre Annunziata (trasformata nella villa dei Savastano). Cattleya, però, nega qualsiasi coinvolgimento in questa storia che emerse già nel 2014, ai tempi della prima stagione.

Dopo le varie polemiche, arrivate anche dalle istituzioni, come il sindaco de Magistris e il questore De Iesu, sull’esempio negativo che Gomorra darebbe soprattutto ai più giovani, sulla serie tv di Sky tratta dal romanzo di Roberto Saviano si abbatte un’accusa più pesante: un ex location manager ha accusato i vertici di Cattleya, la casa di produzione della fiction, di aver pagato cinquemila euro al boss Gallo per poter girare nella sua villa di Torre Annunziata, trasformata nella finzione nella dimora del clan Savastano. In realtà la storia è vecchia ed è datata 2014, quando tre esponenti del clan oplontino – tra cui il location manager che ha lanciato le accuse – finirono in manette per aver estorto denaro alla produzione proprio per girare nella villa al centro delle nuove accuse.

Quello che l’uomo ha rivelato ieri in un’aula del Tribunale di Torre Annunziata a termine del processo che lo vede come imputato, però, è ben diverso. Come riporta Il Mattino, l’imputato ha dichiarato al magistrato di aver ricevuto una busta da un uomo della produzione della serie tv – si parla, chiaramente, della prima stagione – contenente cinquemila euro da destinare a Franco Gallo, boss del cosiddetto clan dei “pisielli”, arrestato poco prima dell’inizio delle riprese. L’ex location manager della serie precisa di non sapere chi di preciso abbia messo il denaro nella busta da consegnare al clan, ma ribadisce che tutti, riferendosi alla casa di produzione, sapevano.

Cattleya nega qualsiasi coinvolgimento
Appena ha appreso la notizia e la nuova accusa lanciata contro la produzione, il manager di Cattleya Riccardo Tozzi ha voluto dire la sua, negando qualsiasi tipo di coinvolgimento nella storia: “Posso solo dire che è una storia infinita, nel corso della quale ripeto e ripetiamo: gli unici soldi dati per girare delle scene in una villa di Torre Annunziata – ha detto Tozzi al Mattino – sono quelli dati in chiaro all’amministratore giudiziario, il titolare della custodia del locale. Abbiamo girato centinaia di location, mai incontrato difficoltà di questo tipo. Il nostro operato è sempre stato corretto”.

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