Austria, dal 1º ottobre sarà vietato il burqa nei luoghi pubblici: multe da 150 euro per chi trasgredisce

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Il governo socialdemocratico austriaco passa dalle parole ai fatti. Dal 1 ottobre entrerà in vigore il divieto per le islamiche di passare burqa o niqab nei luoghi pubblici, chi trasgredisce sarà multata con 150 euro. Il ministro Sebastian Kurz avverte il milionario islamico Rachid Nekkaz, che negli scorsi mesi ha investito oltre 300.000 euro per pagare le multe alle islamiche sanzionate: “La sua provocazione sarà considerata l’istigazione a delinquere e ne pagherà le conseguenze”.

VIENNA. Dal primo ottobre entra in vigore in Austria il divieto di burka. Le donne musulmane non potranno più uscire di casa con il volto coperto. Il divieto si estende a tutti i luoghi pubblici e ogni violazione sarà sanzionata con una multa di 150 euro.

La legge, approvata l’8 giugno scorso, non menziona esplicitamente il burka o il niqab e in nessun articolo si fa riferimento al velo imposto dalla tradizione islamica. Si è voluto evitare in tal modo che il provvedimento potesse apparire discriminatorio nei confronti di una religione.

Ma è evidente che l’obiettivo è proprio questo, tant’è vero che in un volantino di informazione distribuito in migliaia di copie, l’immagine rappresentata a scopo esemplificativo è proprio quella di una donna con il volto coperto. Il testo è in quattro lingue: turca e araba, oltre che in tedesco e inglese.

Il divieto è espresso con un linguaggio “neutrale” dal punto di vista religioso. “I tratti del viso – vi si legge – non possono essere velati o nascosti con indumenti o altri oggetti, in modo da non essere più riconoscibili”.

Insomma, si lascia intendere, la norma mette al bando non soltanto il velo islamico, ma anche i caschi integrali dei motociclisti, i passamontagna e qualsiasi mascheramento del volto, a meno che le circostanze non ne giustifichino l’uso.

In difesa delle donne islamiche austriache si è schierato Rachid Nekkaz, un uomo d’affari e attivista politico, nato in Francia da genitori algerini. Con il suo movimento “Non toccate la mia Costituzione” si è detto pronto a pagare di tasca sua tutte le multe che saranno inflitte alle donne che non osserveranno il divieto.

Nekkaz, che personalmente non è a favore del velo, intende in questo modo difendere la libertà di religione. Ha già speso 300 mila euro per multe erogate per la stessa ragione in Francia, Belgio e Olanda. In Austria, però, dovrà vedersela con il ministro per l’integrazione Sebastian Kurz, che vede nella provocazione di Nekkaz una istigazione a delinquere, «di cui – ha detto – dovrà pagare le conseguenze».

con fonte Il Messaggero Veneto

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